Il lavoro si fa nomade … che la rivoluzione digitale abbia inizio (anche per il settore IT)!

Quando l’ufficio si fa mobile. Oltre a multinazionali e piccole aziende, che seguono l’esempio dei colossi, ora anche le banche sposano lo smart working.

L’ufficio non è più così diffuso come un tempo quando era anche una forma di status symbol; oggi in Europa un quarto della forza lavoro è definita ‘nomade digitale’. Uno studio di CBRE , leader mondiale nei servizi immobiliari, ha rilevato che nelle banche di Londra la percentuale di utilizzo dei desk aziendali è del 65%, mentre in diversi istituti di credito (oltre l’80%) è stata adottata la scrivania condivisa, che ha permesso di ridurre i costi e lavorare meglio. Pioniere di questa rivoluzione mobile è il governatore della Bank of England, Marl Craney, che cambia continuazione postazione tra i vari dipartimenti.

Oggi la parola d’ordine è flessibilità. L’ambiente di lavoro deve essere versatile, cambiare e sapersi evolvere tecnologicamente e socialmente. Le sedi della banche, dicono oltre oceano, potrebbero presto chiudere, tutto verrà gestito on line e i dipendenti avranno un proprio spazio lavoro autonomo. Dove? Nei sempre più diffusi business centre.

Banche e assicurazioni, straniere soprattutto, credono fortemente in questo futuro. Secondo una recente indagine IDG, il 54% dei leader IT del settore finanziario ritiene che la mobility sia una priorità.

La Deutsche Bank, per esempio, ha dato vita a nuova modalità di lavoro flessibile in tutto il mondo; in particolare la piazza di scambio di Hong Kong è stata virtualizzata così, qualora dovesse accadere un’emergenza, i lavoratori possono spostarsi in una nuova location e essere attivi in pochi minuti. Questo approccio ha già ridotto del 55% il consumo di energia elettrica e dell’89% le emissioni della sede centrale a Francoforte.

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