Smart Working: dal co-working al business-centre

Il Futuro del lavoro è Mobile

Nel 2015, secondo la ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, il 17% delle grande imprese italiane ha già avviato progetti di smart working. Quello che negli Stati Uniti è un metodo di lavoro già affermato, in Italia è ancora un approccio nuovo che ‘libera’ collaboratori e dipendenti da vincoli di luogo e di orario, permettendo loro di gestire le proprie responsabilità in modo autonomo dove, quando e come vogliono.

Mentre si fanno strada strumenti digitalipolicy organizzative più snellecomportamenti manageriali diversi e nuovi layout fisici degli spazi, si diffondono sempre più nuovi concetti di “postazione lavoro”. Un esempio sono gli spazi coworking, di cui se ne contano 349 in Italia, 88 nella sola Milano: strutture che offrono luoghi flessibili on demand e un’esperienza di lavoro smart, rivolgendosi ormai non solo ai liberi professionisti, startup e microimprese, ma anche alle aziende più grandi, con il 71% dei manager che li ritiene un’opportunità anche per organizzazioni strutturate. 

Per le realtà più strutturate e più grandi, una risorsa sono anche i business centre che offrono uffici temporanei (a giornata o per periodi più lunghi), ideali anche per le multinazionali che viaggiano spesso e cercano soluzioni di lavoro sempre più flessibili.

A oggi, però, solo il 36% delle aziende che danno la possibilità di lavorare fuori postazione identifica questi spazi come una delle possibili alternative. Le principali barriere riguardano il timore sulla sicurezza dei dati aziendali (individuato dal 58% degli intervistati) poiché non tutte le organizzazioni sono ad oggi sufficientemente mature da garantire di lavorare fuori ufficio accedendo ai dati aziendali con sicurezza di confidenzialità e integrità.

Il 59% dei manager si attende da queste postazioni smart  benefici legati ad uno scambio di conoscenza tra chi usufruisce di questa modalità` di lavoro, ma sono rilevanti anche la riduzione del senso di isolamento per l’utilizzo eccessivo dell’home working.

Lo strumento di gran lunga più diffuso tra le imprese italiane che hanno introdotto una qualche iniziativa di lavoro “smart” sono i device mobili e la social collaboration (social network, forum/blog, sistemi di chat o instant messaging, web conference, sistemi di condivisione dei documenti), attivata già dal 77% di grandi imprese e dal 34% di PMI. 

Secondo Mariano CorsoResponsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Working, “Fare davvero Smart Working è un percorso lungo e profondo di continua evoluzione. Significa andare oltre l’introduzione di singoli strumenti e creare un’organizzazione orientata ai risultati, fondata su fiducia, responsabilizzazione, flessibilità e collaborazione”.

Facebook
LinkedIn
Twitter
Email